Lilium – Spazio Medico

Non dormi? Non sempre si tratta di insonnia. Cause e rimedi per tornare tra le braccia di Morfeo

A cura delle psicologhe del Centro del Sonno Spazio Morfeo, Lilium via Roma 62, Cuneo

Non dormi? Non sempre si tratta di insonnia. Cause e rimedi per tornare tra le braccia di Morfeo

Il sonno è un tema importantissimo sul quale però vi sono ancora molti dubbi, tante domande… ad alcune delle quali proviamo a rispondere qui di seguito.

Se durante il giorno ci sentiamo irritabili vuol dire che abbiamo dormito male?

È certamente vero che non dormire rende irritabili, ma non è detto che ciò dipenda solamente da questo! Vi sono molti altri fattori, infatti, che possono determinare tale stato d’animo. Quella sopra riportata è una credenza erronea tipica dei soggetti insonni. Infatti, essi tendono ad attribuire tutte le loro esperienze negative al fatto di aver dormito poco. L’irritabilità che talvolta si prova durante il giorno potrebbe essere dovuta a problemi lavorativi, sentimentali o relazionali. Ciò non vuol dire che si debba ignorare il rapporto che esiste tra il sonno e l’umore. È importante quindi comprendere come l’irritabilità possa essere legata all’insonnia, ma non ne sia necessariamente la conseguenza diretta.

Il sonno è importante per la memoria?

Il sonno è necessario per il riposo fisico e mentale. Il corpo ha bisogno di riposo per recuperare le energie spese e, mentre dormiamo, si rigenera per il giorno successivo. Più esso si affatica e lavora, più ha bisogno di sonno per ripristinare le proprie energie. Lo stesso vale per l’attività mentale: per la mente, tuttavia, il sonno non costituisce solo un momento di riposo. Durante la notte, infatti, vi è un’intensa attività mentale, attraverso la quale viene processata ogni informazione ed esperienza della giornata precedente. In tal modo vengono consolidati i nostri ricordi. Non c’è dubbio, infatti, che il sonno sia importante per i processi di memorizzazione.

Sognare troppo indica uno spazio di preoccupazione?

L’attività onirica è parte integrante del nostro sonno. Non ricordarsi di aver sognato non significa non averlo fatto! Sognare non significa essere preoccupati o ansiosi per qualcosa, ma costituisce un processo fisiologico normale. Sognare più del solito, poi, dipende da vari fattori, tra i quali l’uso di alcol o la sospensione di farmaci ipnotici. Vi sono persone che hanno sogni ricorrenti caratterizzati da brutte sensazioni, o veri e propri incubi. In questo caso, è necessario valutare se vi siano altri disturbi del sonno che modificano il pattern onirico fisiologico.

Gli eventi della vita possono scatenare insonnia?

Ognuno di noi ha vissuto eventi stressanti nel corso della propria vita. Anche nella quotidianità possono esservi episodi che incrementano i nostri livelli d’ansia o di nervosismo. Questi possono provocare un’insonnia transitoria, la quale a volte si trasforma in un disturbo persistente, che perdura nonostante i problemi siano stati completamente superati. Ciò accade perché ormai si è sviluppata la paura di non dormire e perché le nostre abitudini di sonno si sono alterate.
Qualsiasi cambiamento che avvenga nella nostra vita, anche positivo, può potenzialmente provocare un disturbo del sonno transitorio. Anche le patologie acute e dolorose, nonché i disturbi depressivi e d’ansia possono essere fattori scatenanti dell’insonnia.

L’insonnia si risolve?

Partendo dal presupposto che Dormire è possibile, è necessario valutare attraverso una visita neurologica se si tratta davvero di insonnia. L’insonnia rappresenta uno dei disturbi del sonno più diffusi ed è considerato ad oggi una “sindrome delle 24 ore”, con sintomi notturni quali difficoltà di addormentamento, mantenimento del sonno o risveglio precoce e rilevanti conseguenze diurne negative che coinvolgono la sfera emotiva, cognitiva e somatica. I quadri di insonnia acuta e transitoria possono regredire spontaneamente nell’arco di circa 3 mesi; tuttavia, nell’80% dei casi tendono a cronicizzarsi. Pur essendo una condizione che impatta enormemente sugli aspetti socio-relazionali di rendimento lavorativo e sulla qualità della vita, oltre ad essere un fattore di rischio per diverse patologie della sfera medica e neurologica e per la maggior parte dei quadri psicopatologici, circa la metà degli individui non ne parla con il proprio medico di base, rassegnandosi e limitandosi a convivere con il disturbo o ricorrendo a trattamenti auto-prescritti o inefficaci. È importante, invece, che chiunque abbia dubbi sul proprio sonno ne discuta con un team multidisciplinare di operatori specializzati, al fine di ricevere una diagnosi ed un trattamento adeguato.

Il trattamento per l’insonnia varia in base alla diagnosi specifica, l’American Academy of Sleep Medicine ed Il National Instituesof Health (Nih) considerano la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) come trattamento d’elezione per l’insonnia cronica e ne consigliano l’impiego prima ancora di ricorrere ai farmaci. Il trattamento cognitivo comportamentale consiste in un programma strutturato che comprende tre componenti:

  • Psicoeducativa → ha lo scopo di fornire informazioni rispetto al funzionamento dell’insonnia, illustrandone i meccanismi legati alle cause, conseguenze ed ai fattori implicati quali: pensieri, emozioni e comportamenti. Parte di questo intervento è dedicato all’educazione all’Igiene del Sonno, che risulta particolarmente utile in tutti quei casi in cui le difficoltà di addormentamento e/o mantenimento del sonno sono riconducibili a comportamenti ed abitudini errate adottate dall’individuo; 
  • Cognitiva → guida il paziente al riconoscimento e cambiamento delle proprie credenze disfunzionali che influenzano negativamente il sonno, in modo da permettere alla persona di controllare o ridurre i pensieri negativi e le preoccupazioni che la mantengono sveglia;
  • Comportamentale → finalizzata, invece, ad aiutare il paziente a sviluppare buone abitudini di sonno e ad evitare comportamenti che gli impediscano di dormire.

Con l’introduzione della CBT integrata la maggior parte dei pazienti (circa il 64%) manifesta significativi miglioramenti nei principali parametri: qualità del sonno, latenza di addormentamento, numero e durata dei risvegli e tempo totale di sonno; inoltre i miglioramenti clinici non si limitano alle sole misure oggettive: i pazienti sottoposti a questo trattamento integrato mostrano progressi anche nelle risposte a questionari relativi all’impatto dell’insonnia, alla percezione di self-efficacyed alle credenze disfunzionali relative al sonno. In Spazio Morfeo è possibile intraprendere un percorso personalizzato, dove Specialisti della Medicina del Sonno, che lavorano in equipe, sono in grado di prendere in carico il paziente a 360 gradi e offrire, anche in virtù di tecnologie innovative, un approccio integrato, dalla diagnosi alla cura.

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